Vecchie signore addormentate

Nell'ambito del progetto "La scuola adotta un monumento" nell'a.s. 2013-14 gli alunni della V D di Marittima hanno adottato le torri colombaie di Marittima "Palummaru" e "Arciana", simbolo di pace quotidiana.

Le Torri Colombaie caratterizzano il paesaggio del Salento, distinguendolo dal territorio delle altre province pugliesi. In genere c’è poco interesse nei confronti delle Torri Colombaie per le loro precarie condizioni strutturali e per la scarsa conoscenza della loro funzione e del loro valore antropologico.
Esteticamente sono simili alle Torri di Difesa per la loro forma cilindrica e priva di finestre sull’esterno. Per secoli hanno rappresentato una ricca fonte economica nel campo della agricoltura del Salento e sono state considerate segno tangibile del potere dei grandi proprietari terrieri e dell’alto ceto nobiliare. Nell'economia locale l’allevamento dei colombi aveva grande importanza: un tempo la carne di colombo era un alimento molto apprezzato e ricercato nella dieta alimentare dei salentini in quanto ritenuto fonte di grandi proprietà nutrizionali. Veniva dato ai bambini, agli ammalati e agli anziani, ne facevano un largo consumo soprattutto le classi sociali medio alte, durante le grandi occasioni e le cerimonie ufficiali, tanto che gli venne dato il nome di “carne reale”.
Inoltre le torri colombaie erano strutturate in modo da raccogliere anche gli escrementi prodotti dai colombi, sostanze utilizzate come fertilizzante naturale del terreno in quanto ricche di colombina, un ottimo concime a base di azoto di origine animale, utilizzato anche nella concia delle pelli.

Il percorso di esplorazione del territorio, con la guida dell'esperto Filippo Cerfeda, ha portato a riflettere sul degrado ambientale e sulla necessità di salvaguardare questi beni preziosi.

degrado ambientale

Sono state quindi visitate anche le torri costiere, simbolo di guerra.

Torre Capo Lupo

Torre "Capo Lupo", chiamata così dal nome del caporale che qui risiedeva, nel territorio di Marittima a 105 m sul livello del mare. È una delle torri costiere più antiche del Salento risalente alla fine del XV secolo. Fu costruita a scopo difensivo contro le incursioni dei Saraceni. Ha una forma cilindrica con un'altezza di poco superiore i 17 metri. Ricade in proprietà privata ed era in forte stato di degrado prima del restauro del 1986. Comunicava a nord con Torre Diso, nel comune di Castro e a sud con Torre Porto di Ripa, situata nel comune di Andrano.

Utili ricerche sono state svolte presso l'Archivio Diocesano di Otranto.

Infine, a scuola sono stati realizzati giochi e laboratori e sono stati accolti gli alunni di alcune scuole di Lecce.